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ALTRIMENTI FACCIO RICORSO A STRASBURGO

Wednesday, 18 November 2009

HIGHWAY TO HELL-O KITTY

Wednesday, 28 October 2009

CIRCOLO VIZIOSO

Thursday, 13 January 2005

WORK IN PROGRESS/5 - LESSON PLAN

Wednesday, 4 November 2009

LA STORIA DELLA TUA VITA

Sunday, 8 November 2009

Fantacalcio

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WORK IN PROGRESS/5 - LESSON PLAN

posted Wednesday, 4 November 2009

Che un uomo abbia detto: "Io sono Dio" e che questo venga riferito come un fatto presente è qualcosa che richiede prepotentemente una presa di posizione personale.
Si può sorriderne, si può decidere di non curarsene: ciò significherà comunque che si è voluto risolvere il problema negativamente, che non si è voluto prendere atto di trovarsi di fronte ad una proposta dei cui termini nessuna umana immaginazione potrà fantasticare qualcosa di più grande.
Ecco perché la società così spesso non vuol saperne di questo annuncio, vuole confinarlo nelle chiese, nelle coscienze.
Ciò che disturba è proprio l'enormità dei termini del problema: che Egli sia o non sia esistito; meglio, constatare o non constatare che Egli
sia o sia esistito, questa è la decisione più grande dell'esistenza.
Nessun'altra scelta che la società può proporre o l'uomo immaginare come importante ha questo valore.
E ciò suona come un'imposizione: affermare il contenuto cristiano sembra dispotismo.
Ma è dispotismo dare notizia di una cosa accaduta, per quanto grande possa essere?

Ecco, so già che domani non potrò fare le lezioni che mi sono preparato. Perché già so che i ragazzi - un po' per autentica curiosità, un po' per perder tempo - mi chiederanno cosa penso della sentenza della Corte di Strasburgo, cosa penso del togliere i crocefissi dalle aule.
E io commenterò le righe che ho riportato qui sopra, che sono tratte dal loro libro di testo.
Ma vorrei dire che farei lo stesso se invece di insegnare religione insegnassi filosofia, o storia, o italiano, o ginnastica.
Perché quei due legnetti incrociati richiamano a chiunque li guardi - credente o non credente, cristiano, musulmano, ebreo o buddista non importa - la più grande sfida culturale che sia mai stata concepita.
Che quell'uomo, che si è identificato con Dio - che Egli sia o non sia esistito; che Egli sia o sia esistito. Prendere posizione di fronte a questo è inevitabile. E dalla nostra presa di posizione deriva lo sguardo che avremo sulla realtà tutta. Sull'arte e la letteratura, sulle scienze e le tecnologie, sul diritto e sul pensiero umano, sul passato, sul presente e sul futuro.
Non riesco a pensare a nulla di più implicitamente e potentemente educativo del proporre ad un giovane di paragonarsi con quell'inimmaginabile pretesa.
E per questo, per quanto possa sembrare paradossale, non riesco a pensare ad un luogo che sia più adatto ad un crocefisso di un'aula scolastica.

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