Oggi ho trovato nella cassetta delle lettere tre avvisi.
Capita abbastanza spesso. E’ la nostra versione condominiale del Quesito della Susy. Nel senso che per capirci qualcosa c’è da trovarsi in tre o quattro e discuterne per ore.
Il fatto è che il nostro amministratore di condominio fa il suo lavoro con una parte del corpo inadatta allo scopo, per non dire proprio che lavora col culo. E questo desta spesso lo scontento dei condomini, che, sia detto per inciso, hanno un’età media superiore ai settanta.
Sì, è vero, io ho quarant’anni e anche altri tre o quattro stanno ancora sotto la sessantina. Ma sei appartamenti sono di proprietà di un ultranovantenne di Milano, uno è di un suo coetaneo da poco vedovo e un altro è di un giovanotto ultraottantenne. Il tutto alza piuttosto la media.
Per complicare la situazione, va infine detto che questi ultimi tre personaggi sono in lite fra loro per motivi ormai dimenticati e risalenti a prima dei mondiali cileni.
Bene. A questo punto, il mio lavoro creativo è finito. Mi limito a trascrivere il testo dei tre avvisi, tutti opera del secondo dei tre personaggi, grafomane impenitente. Uno al giorno per tre giorni.
All’attenzione dell’amministratore
p.c. ai signori condomini
Oggetto: Porta d’ingresso funzionante ad ore e giorni alterni.
Fermo restando quanto già segnalato, per la quale siamo sempre in attesa di cortese riscontro, si pregia di intervenire quanto più volte abbiamo segnalato telefonicamente, per il cattivo funzionamento della porta d’ingresso (funzionante ad ore alterne) che per chiuderla bisogna farla con forza, che giustamente potrebbe essere fraintesa, ciò per evitare il libero e continuo ingresso di persone che non risultano abitanti nel Condominio.
Con l’occasione si trasmette di seguito la nota inviata il 17 gennaio 1999 (sic!), inviata a suo tempo al Signor precedente Amministratore, per la quale siamo ancora in attesa che venga provveduto.
In attesa si coglie l’occasione per salutarLa distintamente (segue firma).