IL RECENSIVENDOLO. STORIA MEDIEVALE
posted Saturday, 29 September 2007
Nelle intenzioni dell'autore e dei suoi collaboratori, il libro intende rispondere alle nuove esigenze della didattica universitaria (p. 2).
In effetti prima della riforma i manuali di storia utilizzati all'università erano ben più analitici e corposi. E si trattava - si badi - degli stessi manuali adottati nei licei, come il vecchio De Rosa o il superdettagliato Salvadori-Comba-Recuperati. Del resto, se devi portare a casa in tre anni la laurea che prima ne richiedeva quattro, qualcosa occorrerà pur tralasciare...
In sintesi: trattasi di manuale di impianto tradizionale, in cui la trattazione degli argomenti, svolta in ordine rigorosamente cronologico, si sofferma appena il tempo necessario sugli aspetti essenziali. La lettura ne risulta di molto facilitata, ma non si speri di trovarvi qualcosa di più di una frettolosa introduzione alla storia del medioevo. Nulla di paragonabile, insomma, a quel monumento che è la Storia medievale della Donzelli, non a caso richiamata nelle note bibliografiche in quasi tutti i capitoli.
Note bibliografiche che, del resto, costituiscono forse l'aspetto più positivo del volume, così come l'ultimo capitolo, L'invenzione del Medioevo, in cui l'autore, dopo 267 pagine di manuale, sostiene che un periodo storico dalle caratteristiche unitarie ed omogenee definibile come "Medioevo", di fatto, non è mai esistito. Il che, condivisibile o meno che sia, detto da un medievista suona comunque spiazzante.
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