IL RECENSIVENDOLO. FÌDEG
posted Tuesday, 23 October 2007
Ma cos’è, ‘sto libro? (qui un breve estratto)
L’autore (Paolo Colagrande, piacentino come me) lo spaccia per romanzo storico; o meglio, per il tentativo di recupero di un monumentale romanzo storico da lui stesso composto nel corso dei decenni precedenti, ma poi dimenticato in bozze nel bagagliaio della Punto Van del cognato e quindi andato perduto in mezzo ai rifiuti di un autolavaggio.
Con tutta evidenza, l’autore sta scherzando. Ma allora, ‘sto libro, cos’è?
Ad una seconda occhiata, parrebbe essere un romanzo sullo scrivere romanzi, sul quel che oggi è letteratura e il ruolo dell’industria culturale. Metaletteratura, dunque: una riflessione su quanto sia da sfigati atteggiarsi a intellettuali e romanzieri e su quanto il mondo dell’editoria sia cinico e privo di autentici interessi letterari. Ma presto ci si accorge che neanche questo è sufficiente a definire il libro che si ha in mano, perché troppe sono le divagazioni, le digressioni, le parentesi aperte e mai richiuse. E allora, di nuovo, cos’è?
La definizione che più ci si avvicina è quella di romanzo “aperto”, qualunque cosa ciò significhi. Colagrande racconta di quel che gli passa per la testa, della sua voglia di essere scrittore e di quel che ha visto e sentito in quarant’anni di vita piacentina, miscelando il tutto con una forte dose di autoironia e con sprazzi di vera e propria comicità.
Ne esce fuori un romanzo divertente, che non vuol dir nulla e che ci riesce benissimo; spaesato e spaesante come Piacenza, città né emiliana né lombarda né ligure, abitata da contadini inurbati e montanari scesi in pianura, che ride poco perché la religione più praticata è il lavoro, ma dove prendersi troppo sul serio è peccato.
Alet Edizioni
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