Vedere un tuo collega che entra con venti minuti di ritardo, constatare che non sente il bisogno di avanzare la seppur minima richiesta di scuse, sgranare gli occhi ascoltandolo invece sbottare Ma dove cavolo vi siete nascosti?, assistere allo spettacolo dell'altro tuo collega che imperturbabile si alza e gli risponde di rimando Cazzo, ci hai trovato, vabbé, sto sotto io, conto fino a cento.
Riuscire a non scoppiare a ridere quando la coordinatrice di classe, per dire che due studenti, compagni di banco, vanno separati, ripete per la terza volta Io quei due ragazzi li smembrerei.
Intervenire d'urgenza per rianimare la logica moribonda di una frase come Questa è la classe dove è presente il maggior numero d'assenti.
Apprezzare la capacità di sintesi dell'autore della battuta Questo studente [NdR: un albanese] di italiano sa ancora pochissimo, e quel poco continua a dirlo.
Scoprire stancamente, una volta di più, che i consigli di classe non sono altro che la mera registrazione di un dato, la stesura di una diagnosi che difficilmente va oltre il va bene/va male e di una prognosi che solitamente si limita al continui così/deve studiare.
E ricordarsi che siamo tutti laureati, eh.