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Quanto manca alle prossime ferie

Liberazione!

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Ultimi graffiti sulla Porta Rosa

DOPPIO EFFETTO

Tuesday, 26 May 2009

GIORNO LIBERO

Monday, 11 May 2009

HELP!

Thursday, 30 April 2009

OUR BRIDGE IS FALLING DOWN!

Thursday, 30 April 2009

QUELLI CHE L’IPOD

Thursday, 30 April 2009

Fantacalcio

Traffico sulla via di Porta Rosa

Total: 864,120
since: 2 Jan 2005

DOPPIO EFFETTO

Tuesday, 26 May 2009 5:27 P GMT+01
- Ecco, questi sono i suoi pantaloni, e questo è il vestito di sua moglie.
- ... ehm, no, è il vestito di mia madre, io sono il figlio...

Grazie alla sarta ho una moglie felice, e per colpa della sarta ho un Briborco depresso.

GIORNO LIBERO

Monday, 11 May 2009 3:23 P GMT+01
Oggi niente scuola. Oggi è lunedì, il tuo giorno libero.
Giorno libero vuol dire che sei solo. Vuol dire alzarsi nel silenzio della casa, farsi un caffè mentre il gatto ti si struscia contro le gambe, fare colazione leggendo distrattamente un libro e mettendo ordine nella testa su quel che c'è da fare.
Lunedì, undici maggio. È il tuo compleanno.
Sì, vabbé.
Ronza il cellulare. Arrivano messaggi. La sorellina, il fratellone. Frasi e battute di circostanza, e dietro un bene così grande da non riuscire a dirsi. Sorridi.
Una doccia veloce. Ti prepari ed esci di casa. Prendi la macchina e vai al provveditorato: è l'ultimo giorno utile per presentare le domande di aggiornamento e/o permanenza nelle graduatorie definitive degli insegnanti. E tu, la domanda, la vuoi presentare. Non serve a un tubo e/o a un cazzo, e non sai nemmeno più perché resti iscritto ad una graduatoria che con tutta probabilità non scorrerà mai fino al tuo nome. Ma a cancellarti non ci pensi, staresti peggio. E allora vai al Csa. Al provveditorato, insomma.
Il provveditorato sta nella sede della Provincia, che a sua volta sta dentro un centro commerciale. L'omino del parcheggio è sudato, fermo sotto il sole che già picchia, in questa mattina di falsa primavera. Mentre ti dà un pezzetto di carta con su l'ora d'arrivo ti dice che è lunedì, e il centro commerciale è chiuso. Grugnisci un Lo so, grazie di risposta, ingrani la marcia e trovi subito posto, che il parcheggio è vuoto come a ferragosto.
Passi dentro il centro commerciale. Tutto chiuso, tutto spento. Solo un paio di bar vivacchiano spartendosi i pochi viaggiatori appena usciti dalla vicina stazione ferroviaria. Dall'ultima volta che sei venuto, poche settimane fa, ci sono due o tre negozi in meno. Anche la libreria Giunti ha sgomberato. La crisi lascia il segno, checché qualcuno dica che il peggio è passato.
Al Csa non c'è quasi nessuno. Caldo. Aria pesante. Ma perché scuole e uffici della pubblica istruzione devono essere gli unici luoghi dell'amministrazione pubblica in cui l'aria condizionata va considerata un lusso? Entri nell'ufficio. L'impiegata è al telefono. Spiega gentile alla signora dall'altra parte della cornetta che no, non è in grado di sapere a che punto sia la sua rimostranza, che avrebbe dovuto chiederlo all'altra impiegata che aveva risposto per prima al telefono, che infatti non sa perché gliel'abbia passata, visto che sarebbe stata in grado di dirle le stesse identiche cose che ora stava dicendo lei. Ascolti questo concetto piuttosto contorto venir ribadito più e più volte, con un crescendo drammatico del tono della voce, finché della gentile impiegata non resta più nulla: al telefono ora c'è una signora di mezza età piuttosto accaldata e dal tono esasperato, attaccata coi denti a quel po' di educazione e residuo controllo che le consente di non lasciarsi andare a insulti e improperi vari, ma il senso di quel che dice è comunque chiarissimo. Almeno a te, non si sa se anche alla signora dall'altra parte della cornetta, visto che la conversazione - se di conversazione si può ancora parlare, ora che l'impiegata sbraita, ormai paonazza - prosegue ancora per qualche minuto. Tu non sai più dove guardare, e lasci che gli occhi vaghino sul mondo al di là della finestra, su quel paesaggio di cemento armato e calcestruzzo che corrisponde alla zona stazione vista da questo terzo piano.
Quando la telefonata, piuttosto bruscamente, s'interrompe, l'impiegata torna gentile come per incanto. Ti rivolge il suo più bel sorriso, ti dà tutte le informazioni che desideri in modo premuroso e comprensivo, e infine ti saluta come se fossi un vecchio amico. Mentre esci dall'ufficio, pensi a quanto possa essere diffusa la schizofrenia fra i dipendenti pubblici, e se esistano precise statistiche in merito.
Consegnata la domanda di aggiornamento e/o permanenza, abbandoni il Csa e/o provveditorato e ripassi nel centro commerciale. Ti fermi al bar, non tanto per il desiderio di un caffè - conosci quel bar, sai che ti verrà ammannita una mistura densa e bruciacchiata di liquidi indefiniti e polveri poco aromatiche, per cui ti affretti a dire che lo vuoi macchiato, il caffè, nel tentativo di scartavetrarti un po' meno lo stomaco -, quanto per procurarti uno scontrino che ti permetta di ignorare bellamente l'omino del parcheggio e la sua richiesta di pedaggio. A qualcuno è infatti parso giusto che, se ti rechi al centro commerciale per fare spese, tu abbia diritto di non pagare il parcheggio; se invece sei obbligato a recarti in Provincia o al Csa per pratiche inderogabili o per lavoro, il parcheggio lo devi pagare. E la cosa ti sta un tantino sul culo. Per cui ti scortichi quasi volentieri lo stomaco col caffè più schifoso che tu abbia bevuto da un pezzo, pur di uscire dal centro commerciale, infilarti nell'auto rovente e passare davanti all'omino sventolandogli lo scontrino sotto al naso.
Guardi l'orologio. Il cd nel lettore chiede a Dio se ha un momento. Tu pensi che forse Dio no, ma tu sì, un momento ce l'hai, e anche di più, e perciò ti dirigi verso il centro, verso una delle tante scuole in cui hai prestato servizio in questi vent'anni (Dio, vent'anni!), e che da qualche mese ti deve preparare un certificato di servizio, senza il quale niente ricostruzione di carriera, niente adeguamento dello stipendio, niente trattamento pensionistico...
Trovi facilmente parcheggio: da quando è crollato il ponte su Po, sono di colpo aumentati i posti auto liberi in centro. Fai quattro passi, ed ecco, sei a scuola. Entri nella segreteria amministrativa, e una signora ti chiede cosa desideri. Tu le spieghi che saresti venuto a ritirare il tuo certificato di servizio. Come si chiama?, lei ti chiede. Tu glielo dici, e lei comincia a far passare una pila di fogli con le dita umettate. Le fa passare una prima volta. Poi una seconda. Poi ti chiede di nuovo come ti chiami. Poi le fa passare una terza volta. Alla fine scuote la testa sconsolata. Chiede alle altre due colleghe presenti nella stanza. Una di loro, senza nemmeno alzare la testa dai documenti che sta esaminando, ti dice che Ci deve dare un po' di tempo per prepararlo. Quando ha presentato richiesta? - Non ricordo di preciso, tu rispondi. Diciamo, fra santa Lucia e Natale. L'impiegata ora alza la testa. Ti guarda, cercando di capire se scherzi. Ma si accorge subito che il sorriso che hai stampato in faccia è falso come una moneta da tre euro, e che a stento ti trattieni dal dir loro che sono ridicole, e che è sempre stato così tutte le volte che hai avuto bisogno di questa segreteria, e che grazie al cielo nella maggior parte delle altre scuole in cui hai lavorato le cose funzionano diversamente. Tutto questo lei te lo legge, non tanto nel sorrisetto falso, quanto negli occhi ormai stretti a fessura. Ora sono tutte e tre lì che cercano e scartabellano, ma niente, il certificato non salta fuori. Le interrompi, detti loro velocemente un paio di numeri di telefono al quale chiamarti nel caso in cui rinvenissero il papello e te ne vai.
È presto, gli ottanta centesimi che hai infilato nel parchimetro ti consentono ancora quaranta minuti buoni di fancazzismo, e la Feltrinelli è lì vicino.
Giri fra i libri nel negozio semivuoto. Cerchi qualcosa che catturi la tua attenzione e la tua mania di possesso bibliofilo, da comprare senza guardare il prezzo, che tanto è il tuo compleanno. Ma né l'ultimo Camilleri, né gli sconti sui Simenon, né le novità sui vampiri riescono a attizzarti. I libri di storia e filo ti fanno subito tornare in mente il Csa e l'immobile graduatoria alla quale ti sei appena reiscritto, e ti provocano un senso di nausea e/o di inutilità. Ti affretti verso l'uscita e raggiungi l'auto nonostante ti rimanga ancora mezz'ora di parcheggio.
Accendi il motore, metti l'aria condizionata a manetta e parti. Dovresti andare a casa, ma non ne hai voglia, è il tuo compleanno e a casa non c'è nessuno. Il cd parla di un tizio che ha chiamato il figlio Elvis, pensa un po' 'sto deficiente.
D'improvviso ti prende una malinconia, ma una malinconia. E di colpo sai dove andare, o perlomeno ne senti il bisogno. E la malinconia sparisce pian piano.
È il tuo giorno libero, ed è il giorno del tuo compleanno. Sei in un cimitero, ma non ti sembra strano, né fuori luogo. Anzi, è forse il posto più sensato in cui sei stato oggi. La foto sulla tomba ti restituisce uno sguardo che più passa il tempo, più senti come il tuo stesso sguardo. Ciao papà, grazie di tutto. Sono tuo figlio, e ho quarantaquattro anni. Grazie a te, e tanti auguri a me.

OUR BRIDGE IS FALLING DOWN!

Thursday, 30 April 2009 1:20 P GMT+01

...e mentre scrivo le mie sciocchezze, crolla un'arcata del ponte sul Po.
Qualche automobile è finita in acqua, e il nostro corrispondente sul posto (Naudhiz lavora proprio lì di fronte) dice che c'è un casino indescrivibile: ambulanze, pompieri, autorità, curiosi...
Le prime notizie dicono che non c'è nessuna vittima, ma insomma.
Resta da capire come sia possibile che una mezza piena abbia potuto causare un disastro simile.

Update: tre automobili, un ferito grave. Se il bilancio si ferma qui, è andata molto, molto bene (a chi non fosse espertissimo di questa zona, ricordo che il ponte in questione è trafficato assai, essendo l'unico collegamento non autostradale fra Piacenza e la Lombardia).

HELP!

Thursday, 30 April 2009 10:59 A GMT+01
Qualcuno mi sa dire se su RED Tv danno la replica della prima puntata di Studio 60? No, perché qui, da vecchi e ormai irrecuperabili cineanalfabeti, martedì sera ci siamo intrippati con Terminal su Retequattro...

LA VITA È UNA LUNGA NOMINATION…

Thursday, 30 April 2009 10:51 A GMT+01
Insomma, il rischio che la lite recasse danni c'era. Non a caso ieri mattina il Cavaliere ha commissionato subito un sondaggio, dal quale - così ha spiegato in serata ai suoi - «sono uscito vincitore». Gli italiani sarebbero dalla sua parte, «stavolta non dovrò chiedere scusa», come accadde nel 2007 dopo la lettera inviata dalla moglie a Repubblica.
Anch'io, la prossima volta che Naudhiz s'incazza di brutto per qualcuna delle mie puttanate, chiederò scusa solo dopo il televoto.
Corriere della Sera

QUELLI CHE L’IPOD

Thursday, 30 April 2009 10:31 A GMT+01
Quelli che finalmente hanno scoperto l'iPod.
Quelli che, ora che loro ascoltano l'iPod, gli dà fastidio se tu nel frattempo ascolti lo stereo, perché se no fra una canzone e l'altra sentono dell'altra roba oltre a quella che hanno in cuffia!
Quelli che così (mentre tu sei al computer e la musica -
contro ogni abitudine e solo in apparenza - tace in tutta la casa) te li devi sorbire a mezzo metro di distanza che cantano felici a squarciagola sopra le canzoni che hanno in cuffia e che sentono solo loro.
Insomma, quelli come Naudhiz, accidenti a loro.

MULTICULTURALITÀ MULTICOLORE

Tuesday, 7 April 2009 12:51 P GMT+01
Udienze settimanali.
La mamma di Andrej è una bella signorona russa, dallo sguardo azzurro cielo e con le mani come pale da forno.
Quando mia mamma guardava me - mi dice -, bastava. Io filavo. Ora invece c'è telefono azzurro, telefono rosa, telefono verde, ma io faccio occhio nero, e vediamo se lui capisce.

MA CHE PRESERVATIVI E PRESERVATIVI …

Thursday, 19 March 2009 12:41 P GMT+01

... che poi uno dice: ma come, è un mese e mezzo che te ne stai zitto, potevi mica continuare?!
Però, dai, ditemi: quanti sono in Africa gli ospedali, le scuole, i centri di assistenza, i centri di educazione e prevenzione, i centri di formazione del personale sanitario finanziati e gestiti dai governi francese, spagnolo e tedesco? Quanti quelli finanziati e gestiti direttamente o indirettamente dalla Chiesa? Suvvia...

(E mi viene in mente la puntata di South Park in cui si scopre che il rimedio all'Aids è una bella punturona di denaro. Tenendo conto che una confezione di dodici preservativi costa tra i dodici e i sedici euro e che il numero di africani con un reddito inferiore a 1 $ nel 2004 si aggirava sui 312,7 milioni, come cacchio fanno gli africani ad accattarseli, 'sti benedetti condoms?! Rinunciando alla palestra? Smettendo di fumare? Aspettando che Zapatero ne regali un milione per 313 volte per farsi una volta l'anno una scopata sicura? E se davvero i preservativi sono l'unico mezzo efficace per combattere l'Aids, per quale motivo l'occidente non ha inondato aggratise l'Africa di cappuccetti multicolori? E se la Chiesa è omicida per via della sua posizione sui profilattici, l'occidente secolarizzato che considera i preservativi una panacea contro l'Aids e poi però non li distribuisce, cos'è? Le case farmaceutiche, cosa sono? Insomma, se i preservativi sono davvero il rimedio unico e solo contro l'Aids, è il papa ad impedirci fisicamente di riempire di preservativi il continente nero? Madonna bonina, che ipocriti...)
Facoltà di Economia dell'Università di Trento; il Riformista

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LEGGE SULLA SICUREZZA E OBBLIGHI CLANDESTINI

Thursday, 19 March 2009 11:22 A GMT+01
Ma forse bisognerebbe chiedersi perché ha successo la lettera che contesta la legge sulla sicurezza, con l'obbligo per medici ed insegnanti di denunciare gli immigrati clandestini.
(Massimo Franco sul Corriere della Sera di oggi)
Qualcuno, per favore, mi può confermare che nel testo della proposta di legge sulla sicurezza si configura l'obbligo di denunciare gli immigrati clandestini, oltre che per i medici, anche per gli insegnanti?
No, perché, se le cose stanno così, il prossimo incontro dei referenti per l'accoglienza degli studenti stranieri vale la pena farlo direttamente alla casa circondariale.
Corriere della Sera

ATTENTION… TROIS, DEUX, UN... ADIEU!

Thursday, 5 February 2009 12:59 P GMT+01
Mi ci gioco il jolly che Gennaro Olivieri non è morto, ma è solo partito per la sua manche del fil rouge.
Corriere della Sera

KILOPOST

Friday, 30 January 2009 6:23 P GMT+01
E con questo sono mille volte di lostranierodielea.
Così, per la precisione.

PERIODACCI

Thursday, 29 January 2009 12:37 P GMT+01
Sempre a proposito di scuola (sono giorni che mi sento piuttosto preso, vicini come siamo a fine quadrimestre).
Nella stessa quinta del post precedente, un ragazzo si bulla giocherellando col pacchetto di preservativi che tiene nell'astuccio.
Notando l'articolo, mi avvicino al banco e me lo faccio consegnare per esaminarlo nei dettagli.
Prima cosa, la data di scadenza.
Febbraio 2009.
È una confezione da sei. Apro il pacchetto. Dentro, sei preservativi.
Non dico niente. Guardo il ragazzo.
- Eh, prof, è un periodaccio.

SARÀ CONTENTA LA GELMINI

Thursday, 29 January 2009 12:28 P GMT+01
Leggo sul registro di una delle mie quinte:
L'allieva G. alle ore 8.50 è convocata in presidenza (treno per Auschwitz)
Altro che cinque in condotta.

LIVORE/6

Friday, 23 January 2009 5:59 P GMT+01
"Vi credevo una squadra meglio !!!"
Foto copyright Panorama; La Stampa
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ATEOBUS

Wednesday, 14 January 2009 4:23 P GMT+01

Che Dio esista o non esista, è un dato.
Ma poiché questo dato non è empiricamente constatabile, l'esistenza o inesistenza di Dio può essere affermata o negata solo per via indiretta, attraverso indizi, segni e testimonianze che conducono il singolo ad una convinzione personale: c'è; non c'è.
La convinzione personale può essere più o meno salda e motivata. Ma sia che si creda che Dio esista, sia che non lo si creda, la convinzione personale è tanto più salda quanto più gli indizi, i segni e le testimonianze vengono raccolti attraverso un impegno serio con la propria esistenza, attraverso una ricerca appassionata e una partecipe curiosità nei confronti del problema religioso (è inutile porsi a ricercare indizi a favore dell'esistenza o non esistenza di Dio se in cuor proprio si è già deciso che il problema religioso è indifferente o insensato: l'esito della ricerca è scontato).
Perciò mi sfugge completamente il fine che si propongono le scritte sugli autobus. L'idea è che un dato di esistenza o non esistenza possa essere risolto con un messaggio pubblicitario? O che uno slogan e una battuta più o meno riuscita possano essere invocati come prova a sostegno del proprio credere o non credere? O che una convinzione fondata su uno slogan letto sul bus possa essere ritenuta in buona fede una convinzione degna di essere sostenuta?
Ma - mi dicono -, nel caso delle scritte della UAAR si tratta di par condicio: si rivendica il diritto di dire la propria e di non lasciare che venga pubblicizzata esclusivamente la visione della realtà e della vita sostenuta dalla Chiesa in generale, da Bagnasco in particolare, accusati di "pervasività".
Sarà. Però, a guardar bene, a me pare che la quasi totalità dei messaggi pubblicitari e di quelli mediatici in genere veicoli nei fatti una visione della realtà e della vita che ben difficilmente potrebbe essere definita come "cristiana", nel senso in cui la definirebbero tale Bagnasco o la curia romana. E così sono le voci di Bagnasco e della Chiesa a sembrarmi isolate e disperse in un mare magnum di ateismo pratico trionfante, vissuto tranquillamente e sostenuto nei fatti, molto più che con le parole e gli slogan.
Per cui, più che una richiesta di par condicio, l'impressione che ne ricavo è quella di un'insofferenza. Come se l'altra voce non la si volesse solo (legittimamente) ignorare, ma sovrastare e seppellire; se fosse possibile, cancellare, o mettere a tacere.
(E comunque, statisticamente, si vedrà che gli ateobus saranno più soggetti a ritardi e incidenti, avranno una maggiore percentuale di passeggeri molestatori e borseggiatori, supereranno tutte le altre linee quanto a maleodoranza e scomodità, ghiacciati d'inverno e ustionanti d'estate, e i loro autisti risulteranno irresponsabili, ubriaconi e maleducati in misura oltremodo superiore alla media. E tutto ciò dimostrerà irrefutabilmente che Dio esiste)

la Repubblica

update: vedo solo ora che Ffdes, Azioneparallela, Wittgenstein e Berlicche hanno già parlato della faccenda a ben altro livello. Leggere, leggere.

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AUGURI, TUTTO BENE?

Sunday, 11 January 2009 1:51 P GMT+01
Ieri ho battezzato la Carens.
L'incolumità della macchina è durata tre settimane.
Entrata sbagliata nel garage, e - frscktsss! - strisciata di parte dell'avantreno contro il montante del portone d'ingresso.
Proprio ieri pomeriggio mi aveva telefonato il venditore della Kia per chiedermi se andava tutto bene e farmi gli auguri di buon anno. La telefonata mi aveva lasciato perplesso.
Poi ho capito perché.

TUTTI I GATTI POSSONO ESSERE REDENTI. RON, NON SO

Friday, 9 January 2009 8:29 P GMT+01
L'ultimo giorno di scuola del mio, ahimé, unico anno d'insegnamento di storia e filosofia, uno dei miei allievi di quinta (eravamo al tavolino di un bar, a metà mattina di un'afosa giornata di inizio giugno) mi fece dono di un bigliettino. Su un lato c'era un suo saluto, che ancora conservo come uno dei ricordi più graditi di quello splendido anno. Sull'altro lato, una frase di Abraham Lincoln:
La religione di un uomo non vale molto se non ne traggono beneficio anche il suo cane e il suo gatto.
Ma in che senso, e in che modo, un cane e un gatto possono trarre beneficio dalla religione?
Da soli, e dalla religione, in nessun modo e in nessun senso; dalla religione di un uomo, forse.
Il problema posto da Azioneparallela in questo post è solo in apparenza secondario, perché chiedersi se e come la redenzione possa riguardare un gattino equivale a chiedersi se e come sia possibile una redenzione del mondo: del gattino, dell'elefante e della balena, ma anche - perché no? - di questa tastiera, della scrivania e della libreria, del tramonto, del mare e delle stelle. Non sembri blasfemo: quando la seconda lettera di Pietro, riprendendo Isaia, parla di nuovi cieli e di terra nuova (2Pt 3, 13) e il Catechismo della Chiesa Cattolica (n° 1050), citando la Gaudium et Spes, parla della possibilità di ritrovare, "illuminati e trasfigurati",
tutti i buoni frutti della natura e della nostra operosità,
è della speranza nella redenzione del micetto, delle galassie e del mouse che si sta parlando.
Allora, molto in breve, alle domande di Azioneparallela risponderei così.
Che, innanzitutto, un'idea di redenzione che non riguardi anche il gattino malconcio non è accettabile, punto. L'esigenza di salvezza e redenzione abbraccia il mondo e tutto ciò che contiene.
Che, in secondo luogo, questa redenzione è possibile se la salvezza del gattino è la salvezza dell'uomo che vede il gattino. Se cioè la redenzione del micio passa attraverso la redenzione dell'uomo che lo guarda. La redenzione del micio è lo sguardo dell'uomo redento sul micio. Il che è concepibile solo se si ipotizza che l'uomo occupi nell'universo un posto speciale. Se si ipotizza che il cuore dell'uomo sia il centro della realtà: ciò che nella realtà si limita ad accadere, nell'uomo diviene autocoscienza. L'io autocosciente è l'autocoscienza della natura tutta. L'io di Azioneparallela che guarda il micino impaurito è l'autocoscienza del gattino. Allora il gattino può essere redento nella misura in cui può essere redento Azioneparallela che incontra il gattino, e in generale il mondo è redento nella misura in cui sono redenti gli uomini che lo abitano e lo vivono. È per questo, fra parentesi, che a Dio "basta" farsi uomo per redimere il mondo intero (ed è in questo modo, grazie allo sguardo e all'ethos rinnovati di un uomo redento, che può realizzarsi anche l'auspicio di Lincoln).
Io, per me, il problema lo rovescio: com'è possibile che si possa giungere, non tanto a realizzare, ma anche solo a desiderare la redenzione del gattino, ad averne l'esigenza, a formularne la problematicità, se non si accetta nello stesso tempo la possibilità che l'uomo abbia una natura ontologicamente diversa dal resto del creato, natura che gli conferisce una dignità ed una responsabilità tutta speciale che giunge ad esprimersi - fra l'altro - in quel desiderio, in quella domanda e in quella esigenza di redenzione felina? No, perché, se non si vuole accettare tale possibilità, mi sembra che sia meglio rubricare il tutto alla voce "masturbazioni mentali" e chiuderla lì.
Azioneparallela
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INDOVINA CHE AUTO È?

Thursday, 8 January 2009 4:19 P GMT+01

 Peri

Sbagliato! È una Peri.
Sì, una Peri. Prodotta dalla Great Wall Motors.
Il Tribunale di Torino ne ha vietato l'importazione in Europa, perché somiglia un po' troppo a quell'altra macchina lì, la prima che hai detto. Ma ora l'alta corte dello Hebei ha dato torto alla Fiat, che accusando la GWM di plagio voleva impedire la distribuzione della Peri anche in Cina.
Insomma, niente Peri in Europa. E Panda in Cina? Pochi. Quasi estinti.

La Stampa.it

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“FIGLIO MIO, ORMAI SEI UN TAG”

Thursday, 8 January 2009 1:25 P GMT+01
Uno dei figli di Azioneparallela, Enrico, sta avendo una deriva teologica cui il padre ormai fatica a star dietro.
Azioneparallela

NESSUN SEGNALE DALLA PARABOLA

Wednesday, 7 January 2009 6:22 P GMT+01
E la parabola sta sul cocuzzolo del condominio, con la neve alta così.
Niente Sky fino al disgelo.
Chiedo lo stato di calamità.
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LE BARUFFE MENEGHINE

Wednesday, 7 January 2009 4:14 P GMT+01
- Guarda, le cose sono andate così. Il Chiamparino, tutto intabarrato, ha bussato dalla Letizia verso mezzogiorno, e le ha detto Ciao Tizzy, scusa, non avresti per favore un po' di sale che son rimasto senza?, e la Tizzy Ma certo, Chiampi, toh, prendi pure tutto il pacchetto, e Chiampi Grazie, Tizzy, a buon rendere. Hai visto che tempaccio?, e lei Ma no, Chiampi, perché?
Poi però la Tizzy ha scoperto che nella credenza di sale non ce n'era più, e la pasta le è venuta tutta ghiacciata. Sì, mica dolce: ghiacciata! E sì che i Verdi, quelli che stanno in affitto dalla Tizzy, gliel'avevano detto quando era andata all'Esselunga: Sciura Letizia, ne prenda almeno due chili, che uno resta sempre di scorta, ma lei No, non c'è bisogno, caso mai me lo faccio dare dalla Liguria, ma ora fa un freddo boia e la Liguria col cavolo che esce a portare il sale alla Tizzy, con le strade tutte ghiacciate!
La Tizzy dice che mica poteva saperlo, lei, che avrebbe fatto così freddo. Mah. Io non lo so, eh, però il Chiampi, con tutto che ancora non c'era così freddo, il sale è uscito a cercarlo, lui...
Corriere della Sera
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DOPO GIORNI E GIORNI DI FERIE, OGGI FINALMENTE INIZIA LA SCUOLA

Wednesday, 7 January 2009 3:17 P GMT+01
Eh, peccato, domani le scuole sono chiuse causa neve.

IN CASO DI SHORK

Tuesday, 6 January 2009 5:03 P GMT+01

Mi sono preso la coreana, nel senso della macchina. Sì, insomma, una Kia. Carens, per la precisione.
È la prima volta che ho la macchina col lettore Cd, e non vorrei rovinarlo. Voglio istruirmi in modo adeguato studiando le specifiche fornite dalla casa costruttrice.
Ma toh,! le istruzioni per l'autoradio e il lettore Cd non sono comprese all'interno del libretto d'uso e manutenzione dell'auto, che pure è un bel volumone di più di duecento pagine. Possibile che non ci sia uno straccio di capitoletto, un'avvertenza, un foglio di istruzioni?
...ah, no, trovato: un bel manuale d'istruzioni a parte, in cinque lingue (inglese, spagnolo, francese, italiano e tedesco). Eccolo qua:

Manuale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'agile volumetto ha un centinaio di pagine, circa venti per ogni lingua. Basterà una mezz'oretta. Dunque, vediamo. Innanzitutto, le considerazioni generali: Istruzioni per l'uso.

Istruzioni

 

 

 

 

 

 

Uhm. Non posso usarlo quando si guida la macchina per caso d'incidente. Interessante. Non posso usare MP3 che fatto irregolare...okay... ah, ecco: non posso mettere altri fogli sul lettore, altrimenti

non si può togliere o non può mettere nel prodotto, anche una causa della rotta.

Accidenti, devo ricordarmelo. Va bene, diamo un'occhiata all'indice: Indice

 

 

 

 

 

 

 

Ecco, so già che mi interesserà molto il capitolo 7, Prima di pensare è rott. Chissà perché, mi viene in mente Pasquale del Grande Fratello... mah, comunque, vediamo: 1. La caratteristica di prodotto... no, niente di interessante... però, bello: c'è anche il segno con carattere di lettera per sapere bene come sta funzionando (LCD). E poi, La notte si cambia il segno da luce, e Usiamo il segno si cambia quando c'è una problema. Mica male! Ma leggiamo i messaggi di errore:

 Messaggi d'errore

 

 

 

 

 

 Beh, è una cosa bella che Quando si rotta, posso vedere con il segno <ERR> tutti questi messaggini. Sai quante volte mi capiterà che Quando si mette l dischi altra parte dopo 5 secondi dello segno si ritiene? Cavolo, non saprei proprio cosa fare, in quel caso, e invece, vedi?, la soluzione è semplice.
Ma passiamo al capitolo 2, L'attenzione per uso. Dunque:

Quando si mette il dischi fatte teneramente.

Beh, sì. Poi:

Non mettete l dischi come questi luoghi: sulla parte del cartello di indicazione; il luogo che tante polveri; il luogo che tanta umida; vicino a altoparlante o la calamita.

Sì, vabbé, non sono mica scemo. Saltiamo, saltiamo. ...L' presentazione di documenti compresso non mi interessa, andiamo avanti. Ah, ecco: capitolo 4, Il nome di parte e funzione. Allora... sì, il Bottone di acceso... il bottone di modo... il volume:

Quando gira a destra, alza la volume, si gira altra parte, si bassa il volume (si potete vedere il segno che divente alza o bassa)

... no, scusate, ma per chi mi avete preso? Ci arrivo da solo, dai. Andiamo avanti. Dunque, questo era per la radio, e per il CD? Ah, ecco qua, vediamo:

Ingresso per il CD: deve essere di fronte l dischi quando si mette

... ma va?! E io che pensavo di infilarlo da dietro, scendendo dalla macchina e aprendo il cofano! Ma va a cagare... ah, questo è già più interessante: c'è anche il bottone Per la prossima canzone. Leggiamo:

Si funziona per la prossima canzone con questo bottone.

Ma dai. E c'è anche

Il bottone per la frequenza automaticamente
Il bottone per ripeto (Si preme quando vuole di ascoltare di nuovo. Si preme una volta di più si spara la funzione di 2RPT)
Il bottone per irregolarità (Si può ascoltare irregolarmente)
Il bottone di pausa
Il bottone per cerca

... completo, non c'è che dire. Bravi, ‘sti coreani. Andiamo avanti. Capitolo 5, L'attenzione per uso di MP3... no, non me ne frega niente. Capitolo 6, L'ordine. ...in che senso, scusa? Vediamo un po'... ah, è proprio l'ordine in cui fare le cose!

Quando ascolta la radio:
1. Si preme il bottone di acceso
2. Si sceglie il canale con il bottone di MODE
3. Si sceglie i canali
4. Ascolta quello che avete scelto.

Utile, no? Sia mai che, Dio non voglia, uno partisse volendo ascoltare il canale, non sentisse una beata fava e prima di scendere dalla macchina si ricordasse di accendere la radio. C'è anche

Quando ascolta il CD:
1. Si accende con il bottone di acceso
2. Si mette il CD dentro la macchina morvidamente

... perfetto.
Ma mi viene un dubbio: sarà possibile controllare, che so, il volume? E se sì, come?
...Ah, ecco:

Controllo del volume. Il modo di controllare il volume da basso, mezzo a alto.

La cosa si fa un po' complessa. Dai, impegniamoci:

Si gira la destra in condizione di basso, si alza il volume, quando si gira a sinistra, si bassa il volume.
Si gira la destra in condizione di alto, si alza il volume, quando si gira a sinistra, si bassa il volume.

Bene, fin qua è piuttosto semplice. E poi?

Si gira la destra in condizione di mezzo, si alza il volume di dietro, quando si gira a sinistra, si bassa il volume d'avanti.
Si gira la destra in condizione di bilancia, si alza il volume di destra, quando si gira a sinistra, si bassa il volume di sinistra.

...
...mi gira la testa...
...
...ecco, credo di essermi ripreso. Mi è passata la nausea. Proseguiamo. Oh, finalmente il capitolo 7, Prima di pensare è rott. C'è una comoda tabella:
Risoluzione problemi

 

 

 

 

 

 

 Sembra una stupidata, questa tabella, ma serve a evitare di andare in officina tutte le volte che sento del malsuono provenire dall'autoradio, o quando Non si suona una parte particolo. Oppure quando Si stacca la musica ognitanto: è tranquillizzante sapere che

È un fenomeno temporaneo quando si prende shork

Del resto c'è scritto chiaramente, subito sotto la tabella:

Questa macchina ha un multisenso, perciò quando si prende il "shork" si viene il segno per protezione.

Bene. Altro? Ah, sì, le Specification: la Pressione di elletricità, Il maximo pressione di elletricità, l'Impedenza di ratto... ma cosa me ne frega, sono mica un tecnico...
Okay, finito. Però, ‘sti coreani. Dice: Quelli sono capaci solo di mangiarsi i cani, e invece, vedi che teste fini? Un popolo di ingegneri. E di traduttori.

ELOGIO DEL FREDDO

Tuesday, 6 January 2009 10:25 A GMT+01
Laudato si', mi' Signore, per frate Gennaio, che permette dunque ai nostri figli di scoprire ciò che fu chiaro naturaliter ai loro nonni e bisnonni: d'inverno fa freddo, talvolta molto freddo.
E Laudato si' anche tu, Stefano Lorenzetto, per questo bell'editoriale, che capita proprio a fagiolo nell'Epifania più imbiancata degli ultimi vent'anni.
il Giornale
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ADOLESCENTI

Monday, 5 January 2009 8:08 P GMT+01
Davide è tornato dalla montagna.
- Tutto bene? Sembri stanco...
- Per forza, non riuscivo a dormire: ero in camera con uno che parlava nel sonno, e diceva pure cose sconce. Finché non smetteva, stavo sveglio e ascoltavo.

SOPRPRESA! FA FREDDO!

Monday, 5 January 2009 7:40 P GMT+01

E quando meno te l'aspetti, oplà!, i ghiacci artici sono improvvisamente tornati ai livelli del 1979, anno in cui cominciarono i rilevamenti satellitari della calotta polare. Che finché lo dice il Corriere, vabbé. Ma cercando in giro si trovano conferme. Qui, per esempio. O qui.
Se qualcuno ne volesse la prova, basta guardare qui sotto:

grafico estensione ghiacci artici 1979-2009

 

 

 

 

 

 

 

In effetti, dopo i livelli disastrosamente bassi raggiunti nel 2007 e per gran parte del 2008, negli ultimi tre mesi dell'anno la superficie ghiacciata dell'Artico è aumentata a velocità incredibile, fino a raggiungere, appunto, i livelli di trent'anni fa. Del resto, per capire che faceva freddo bastava affacciarsi alla finestra. E mi viene in mente quella puntata di South Park in cui l'arrivo del riscaldamento globale veniva temuto in quanto foriero di una nuova era glaciale: mi sembrava una battuta paradossale, e invece, vedi?
Forse ma forse, il meccanismo che regola il clima terrestre è un filino più complesso di quanto si pensi. Cioè, non intendo dire che possiamo bruciare allegramente carbone o che Al Gore è un mentecatto; ma già quando sento fare previsioni del tempo a dieci-quindici giorni mi viene da mandare il meteorologo a quel paese, figurati quando sento previsioni per il 2040 o anche più in là...

Corriere della Sera; Canada Free Press; Daily Tech

L'APOCALISSE È VICINA/24

Monday, 5 January 2009 12:38 A GMT+01
Hanno silurato il maestro Pregadio.
Corriere della Sera
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QUANDO SPORT, MARKETING E GEOGRAFIA FANNO A CAZZOTTI

Sunday, 4 January 2009 3:19 P GMT+01

Percorso Parigi-Dakar

La Parigi-Dakar. O la Nairobi-Brisbane, a piacere.
Copyright Corriere della Sera

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EUROSCHIZOIDI

Sunday, 4 January 2009 11:35 A GMT+01
A Praga devono essere saltate le linee telefoniche: se il portavoce della presidenza ceca di turno dell'Unione europea, Potuznik, definisce l'attacco di terra israeliano a Gaza "un'operazione difensiva, non offensiva", il suo primo ministro, Topolanek, precisa però che Israele non ha il diritto di intraprendere azioni militari che "hanno ripercussioni in gran parte sui civili". Cavolo, sentitevi, prima, vedetevi a un bar!
Sarkozy condanna l'offensiva terrestre contro Gaza, e lunedì sarà a Gerusalemme per chiedere l'immediata cessazione delle ostilità. A Gerusalemme si incrocierà però con la delegazione ufficiale della Ue, venuta a portare il proprio incondizionato appoggio ad Israele. Fingeranno di non conoscersi? Mah.
Il ministro degli esteri spagnolo Moratinos, per portare chiarezza, ha telefonato al presidente palestinese Abu Mazen esprimendogli la propria solidarietà. Gli inglesi tentennano e prendono tempo, centellinando dichiarazioni lapalissiane: Miliband, ministro degli esteri britannico, sostiene che urge un cessate il fuoco perché l'attacco israeliano causerà "paura e allarme" (ma va?).
In attesa dell'intervento risolutivo di Berlusconi, l'Europa, al solito, va in pezzi appena il gioco si fa duro.